From my SketchBook #2 – Siamo Impervi alle Emozioni?


Come promesso alle  amiche di blog che tanto mi hanno incoraggiato a continuare questa rubrica un paio di settimane fa, mi sono fatta coraggio e ho scannerizzato altre pagine del mio Art Journal. Tra che lo scanner é vecchietto e inizia a tremare durante la scannerizzazione e tra che ho scartato le art page in cui mi confidavo direttamente con il mio diario, vado a condividere tre paginette che mi sono sembrate carine.

Anche se nell’art journal c’é la tendenza a scrivere su ogni singola pagina, é anche vero il contrario. A volte mi piace talmente tanto  il background che non voglio ‘rovinarlo’ aggiungendo altro… infatti le emozioni che mi suscita sfogliare un blocco colorato, scrutare una pagina in cerca della texture e degli accostamenti di colore azzardati puó rivelarsi altrettanto divertente. 

Lo so, la bimba dell’ultima pagina ha il colorito di uno zombie.. sarà una carenza di ferro nel sangue?
From my Sketchbook - Design by alex b - art journal & mixed media pages



Volevo soffermarmi un secondo sul testo dell'ultima pagina Let your emotions flow freely ovvero “Lascia che le tue emozioni scorrano libere”.

Potrebbe sembrare una frase fatta. Certo, chi é che nel pieno delle sue facoltà mentali blocca le sue emozioni? Ebbene, direi almeno l’ottanta per cento di noi!

Pensateci bene. Quando é stata l'ultima volta che vi siete date il permesso di assaporare al 100% un'emozione? L'ultima volta che avete provato gioia, o pace, o soddisfazione per qualcosa che vi é riuscito bene? Vi siete prese un minutino per voi per gustarvi al massimo quello stato d'animo? Le emozioni non sono effimere, restano ben impresse nei nostri ricordi ed é giusto dargli lo spazio che si meritano.


Vi faccio un esempio pratico. Io non sono né una piagnona e nemmeno una donna di ferro. Ci sono stati momenti della mia vita in cui ho piano più spesso, forse per colpa dei morosi di allora che mi spezzavano il cuore, non lo so... peró dopo un bel pianto mi sono sempre sentita meglio. Voi no? Piangere vuole anche dire prendere coscienza del proprio stato d'animo e lasciarlo entrare invece di mandare giù e fare finta di nulla.

Ebbene, un paio di giorni fa e ieri, il caro Edoardo Stoppa ha mostrato su Striscia delle immagini di come vengono nutrite a forza le oche allevate, ma oserei dire imprigionate e maltrattate, per produrre il paté di fegato. Appena sono partite le immagini ho messo giù la forchetta perché sapevo cosa mi aspettava e che non sarei più riuscita a mangiare. Questi poveri animali confinati in gabbie strettissime dove non possono fare nemmeno un passo, figurarsi stendere le ali, gli occhi tristissimi di chi non vede l'ora di morire per fermare le sofferenze inflittegli e poi, quando hanno preso l'imbuto per infilargli in gola, anzi, direttamente nello stomaco, un chilo di cibo… ecco il mio primo singhiozzone.  E giù lacrimoni.


Ora, per me é normale piangere per una cosa del genere, stare male davanti alla sofferenza di qualcuno perché mi immedesimo con loro e non mi sento più importante o più intelligente di un'oca {e qui partiranno le risate ma la parte del cervello che prova emozioni come dolore e paura é uguale, nel mio cervello e in quello delle anatre}.

Pensare a come mi sentirei io se non avessi la libertà di fare ciò che voglio, se fossi nata già condannata a morte ma non senza di aver sofferto le pene dell'inferno con dosi di pappa pari ad un terzo del mio peso infilate direttamente nello stomaco per 15 giorni prima di venire macellata.

La mia cena era finita lì, naturalmente. Ma prima di alzarmi da tavola ho guardato i miei genitori, le cui facce erano impassibili come se avessero appena visto la pubblicità della carta igienica.



E mi sono chiesta: ma possibile che siamo talmente abituati alla crudeltà e all'ingiustizia che ormai queste non ci provocano alcuna reazione emotiva?

Molti di noi vivono come dei robot, costruendo delle pareti intorno al proprio cuore per non farsi del male, non ci rendiamo conto che stiamo diventando impermiabili a qualsiasi tipo di emozione?


“Wherever you are, be there. If you can be fully present now, you’ll know what it means to live.”   ― Steve Goodier


Vivere nel presente, nell'adesso, non é facile. Siamo talmente abituati a programmare gli appuntamenti futuri, la spesa, la cena per stasera, la telefonata di lavoro di domani, cosa fare il prossimo week end che ci perdiamo i momenti più belli e significativi della nostra vita, l'ora, l’adesso, l'unico momento che abbiamo la facoltà di cambiare e vivere appieno. Il passato é andato, il futuro é incerto ma l'adesso dipende da me. 


Se non vivi nel presente, la mente soffrirà ― Raffaele Morelli


Ognittanto fermiamoci a riflettere e chiediamoci come stiamo e cosa proviamo. Come mi sento in questo momento? Cosa mi dice la mia vocina interiore? Sto bene? Sto male? Prendiamo coscienza delle nostre emozioni perché sono i messaggi che ci trasmette la nostra anima, sarebbe da stupidi non ascoltarli.

E se sentiamo che qualcosa che non ci piace, accettiamolo e poi impegnamoci perché questo non accada più e per migliorarlo. Impariamo dai nostri sbagli che errare humanum est, perseverare autem diabolicum….



E con queste modeste perle di saggezza concludo anche questo papiro. Vi auguro un felice week-end ricco di tante cose buone e belle e qualche secondo di riflessione.  Un bacio, alex



Live in the moment.
Live so well in the present, so that when tomorrow never comes, you may have no regrets.” 
Lailah Gifty Akita

11 commenti :

  1. ho letto tutto d'un fiato!... cara Alex hai perfettamente ragione...su tutto!... ormai viviamo presi dal tempo.... sempre pronti a correre... e mai in grado di soffermarci sulle piccole gioie della vita.. e anche sui brutti momenti... io nel mio piccolo... un po sto riuscendo in quello in cui tu spingi un po di fare... specie da quando non son stata bene fisicamente..ora prendo tutto x come viene... non amo programmare...(anche se la vita non sempre lo permette) ... e cerco di vivere alla giornata... assaporandomi tutto ciò che mi viene dato... e per fortuna il blog mi aiuta molto... x il resto??? sono diventata piagnucolona.... anche io e spesso quando vedo cose così,... la lacrima scappa facile! un abbraccio dolce Alex .. a presto

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    1. Ciao Martina, nemmeno io amo programmare ma lo faccio per iscritto apposta per liberarmi da tutti quei pensieri che sono inutili e riguardano 'cose da fare nel futuro', così mi posso concentrare sul presente.

      Io non direi che siamo piagnucolone, forse siamo meno robotizzate deglii altri? Cosa c'è di male nell'essere sensibili e sentirsi un tuttuno con le creature che vivono sulla Terra?
      Ti ringrazio di aver detto la tua, Alex

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  2. Ciao Alex, leggendo il tuo post ho esitato un attimo prima di scrivere un messaggio.
    È raro che una persona,ai nostri tempi, si metta a nudo, tu l'hai fatto, COMPLIMENTI!!
    Io non so se sarei riuscita ad esternare i miei sentimenti con tanta chiarezza.
    Per quanto riguarda l'indifferenza e la pigrizia dell'anima oggigiorno è la normalità e non si può farne una colpa,tutto ciò che ci circonda ci allena a diventare così.
    Anche un post come il tuo ci risveglia dal torpore mentale, ed un piccolo lumicino si accende nelle nostre coscienze, GRAZIE!!
    Così come sempre non ho parlato di me, mi rimane molto difficile.
    Un saluto grande e grazie.
    Emanuela by Coccolandia.

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    1. Ciao Elisabetta, hai ragione, sei una delle poche coraggiose che ha commentato le mie parole. Ultimamente, come ho scritto anche su FB, vedo persone che litigano ovunque e con una tale aggressività e cattiveria.. poi si parla di 'essere buoni con se stessi', di accettare le emozioni che naturalmente proviamo e di non vestire delle maschere e la gente si spaventa.

      Si tratta proprio di pigrizia dell'anima...
      Anche se non hai parlato di te, grazie comunque per aver detto la tua opinione. Ti abbraccio, Alex

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  3. Hai proprio ragione, alle volte si entra in un vortice dove l'istante, il momento, non viene vissuto, si passa oltre... e poi ancora oltre... tutto scivola via e non ce ne rendiamo nemmeno conto.
    E solo una volta passato, ci si accorge che non lo abbiamo assaporato al 100%.
    Buon fine settimana, Eli
    p.s. ancora una volta il viso del primo sketch "La Mer" ricorda molto i tratti del tuo viso!!!

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    1. Hai ragione, Elisabetta! Altro che impervi alle emozioni, siamo proprio impermiabili!

      Dici che La Mer mi assomiglia? Anche io vedo una piccola somiglianza adesso che mi ci hai fatto pensare... puramente casuale, ti assicuro. Il mio viso non rientra nei canoni di bellezza.. comunque ti ringrazio di tutto. Buon week end, Alex

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  4. Bello il tuo post
    Non minsono persa una virgola.....
    Negli ultimi anni sono diventata dalla lacrima facile, ogni volta che siamo davanti alla tv, le mie figlie mi prendono in giro perche' sono capace di piangere qnche x la pubblicita'...
    Io mi soffermo spesso a riflettere, e poi scrivo, anche io a volte pubblico i miei pensieri, con la mia agenda e con l art jlournal, altre volte, scrivo biglietti che poi conservo nel portafoglio, nelle tasche del cappotto.....
    Ultimamente pero' ci sono giorni che penso troppo , e allora ho la testa che nontrova pace.... E allora faccio tardi x addormentarmi appena poso la testa sul cuscino, x avere un po di pace, per un attimo x non pensare.
    A volte serve anche questo.
    Ti abbraccio
    Moni

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  5. Bella la tua riflessione, sì, forse ci siamo abituati a tutto ma io credo che sia anche una questione di fatica a cambiare. Penso a me, quando vedo servizi come quello delle oche e ne ho visti diversi, mi riprometto, ok, basta, d'ora in avanti non mangio più carne. Magari per qualche giorno ci riesco, poi l'emozione del momento mi abbandona, me ne dimentico, e allora ricomincio con le vecchie abitudini. Secondo me le emozioni vanno lasciate fluire e sono importanti ma non bastano. L'emozione non va repressa ma poi, per cambiare realmente, serve altro.

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  6. Mi sa che siamo tutte uguali, anche io piango spessissimo, anche troppo! A volte anche per cose talmente stupide che mi chiedo se non sia io ad avere qualche problema, mi piacerebbe essere più forte a volte e non prendermela tanto anche per le piccole cose!

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  7. Io mi sono commossa a leggerti....
    penso di avere il problema opposto, alla gente di adesso, vivo troppo le emozioni,anche quelle degli altri.
    Mi commuovo per tutto e vivo talmente quello che mi capita che batoste ne ho prese tante.
    Purtroppo mi fido degli altri, del prossimo in generale e credo ancora che tutti ragionino/vivino le cose come me ma la società di adesso è incentrata solo su se stessa, non pensa nemmeno ai propri cari visto che riescono ad uccidere mogli, mariti e peggio ancora figli

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  8. La nostra "indifferenza" nasce dall'istinto di proteggere noi stessi, c'è talmente tanta sofferenza nel mondo, sia tra gli uomini che tra gli animali, che se ci concentrassimo su ogni singola sofferenza non smetteremmo mai di piangere. Secondo me non è necessariamente un male il fatto di costruirci questa barriera. Il problema è trovare il giusto confine tra cosa "filtrare" e cosa lasciare entrare, quanta parte delle nostre emozioni lasciare libere. Il rischio è di filtrare tutto e diventare davvero impermeabili e questo, sono d'accordo, sarebbe tristissimo...

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